Cosa mi dice questa immagine.
Apparentemente poetica, forse al limite del melenso, per certi versi quasi “banalotta”.
Ma ho la brutta abitudine di lasciami guidare, nel mio pensiero, da quegli aspetti che ritengo celati o che, apparentemente, non ci sono ma in qualche modo vengono citati anche se involontariamente.
E allora in quell’immagine non vedo la poesia dell’amore, ma ne percepisco la fatica, l’impegno e anche tutte le cause che ne possono determinare la deriva se non l’implosione su se stesso.
Il mare, come la vita, è l’ambiente nel quale si naviga e che non sempre sa essere amichevole; l’elemento naturale forse più affascinante e allo stesso tempo crudele, popolato da mille creature che possono essere bellissime o terrificanti, pacifiche o distruttrici.
E in quel mare esiste la fatica di remare, in due, cercando di andare avanti senza perdere la rotta.
E ci sono i “se”, quelli che non mancano mai nella vita e che ne determinano la direzione.
Se uno dei due rema più dell’altro, la barca devierà il suo percorso nella direzione opposta rischiando di andare verso rotte pericolose. Per tornare in riga, occorre che chi remava di meno recuperi.
Se uno dei due smette di remare, la barca inizierà a girare su se stessa, restando di fatto ferma in un eterno circolo che non porta da nessuna parte; chi rema tenta di andare avanti, ma se manca l’altra parte non c’è via di uscita, si resta dove si è fino a che anche a chi rema non resteranno più energie e si arrenderà.
Se entrambi remano allo stesso modo, la rotta resterà quella e sarà anche più facile superare le onde avverse.
Certo ogni tanto uno dei due sarà più stanco, dovrà rallentare, dovrà prendersi una pausa per recuperare e l’altro dovrà faticare un po’ di più ed essere il supporto che permette alla barca di restare in rotta, ma non deve mai mancare il gioco di squadra, altrimenti si finisce in balia delle correnti e alla fine si naufraga.
Quindi, a mio parere, in quell’immagine non c’è nulla di davvero poetico, ma c’è un “omaggio” alla fatica condivisa, alla volontà, al sacrificio necessari per portare avanti una navigazione che non prevede motori o vele, ma il sudore di entrambi…che poi è l’essenza di ogni rapporto umano.
Fine
